4 giorni in Islanda – natura, paesaggi lunari e relax

Eccomi di rientro dopo l’ultimo viaggio! Oggi parliamo della bellissima Islanda!

L’Islanda è una nazione che mi ha attirato per lungo tempo, alzi la mano chi poi negli ultimi tempi non è stato bombardato tramite blog, instagram e affini di immagini della natura del nord Europa, vedi anche Norvegia, vedi anche isole Faroe…

Scherzi a parte, per le vacanze pasquali eravamo indecisi tra la calda Spagna e la nordica Islanda. La decisione, in piena controcorrente rispetto a quello consigliato dai più è ricaduta sul nord che ci ha ripagati con un sole s-p-e-t-t-a-c-o-l-a-r-e la maggior parte del viaggio.

E anche con dei tramonti niente male 😉

 

Eravamo indecisi su come strutturare il viaggio: macchina e fai da te o visite guidate? Abbiamo optato sulla seconda per due buoni motivi:

  1. il periodo dell’anno – in estate c’è il via libera ovunque ma i repentini cambi di clima, eventuali nevicate(ampiamente possibili anche in aprile)e i svariati km di strade deserte non ci mettevano a nostro agio
  2. il viaggio con bambino – non dover pensare alla strada ci lasciava liberi di parlare e giocare con lui e anche di stare seduti tutti insieme, sembra una banalità ma non lo è, viaggiare in una macchina standard prevede che uno dei tre sia comunque solo, che viaggio di famiglia sarebbe stato?

Certo il grande “contro” non va dimenticato: le visite guidate hanno degli orari stabiliti e abbiamo avuto solo 1 ora di tempo dove ci saremmo voluti fermare un intero pomeriggio!

A ogni modo ci siamo goduti in pieno questi quattro giorni e stiamo già progettando un ritorno, questa volta sì nella stagione estiva, per poter viaggiare in macchina in lungo e in largo per tutta l’isola con i nostri tempi!

Ritornando a questo viaggio, una volta deciso che ci saremmo adagiati su qualcosa di organizzato siamo andati in agenzia viaggi. Le strade percorribili erano due: o piccolo tour con guida in italiano e pernottamenti lungo il percorso oppure base a Reykjavik e gite giornaliere con guida in inglese.

La scelta è stata dibattuta e alla fine abbiamo optato per i tour giornalieri in inglese:

contro – il bambino non parlando ancora inglese era un po’ tagliato fuori ed eravamo sempre noi a tradurre e raccontare e come dicevo qualche riga sopra, fare tour in giornata aveva dei tempi accelerati. Fermarsi a dormire lungo il percorso avrebbe forse concesso più tempo…

pro – risparmio economico di mille euro tondi

Le descrizioni saranno brevi per lasciare spazio a foto e magari qualche curiosità, la bellezza della natura islandese è qualcosa che va ben oltre le mie parole!

I giorno – Golden Circle

La prima tappa è stata una piccola piantagione di pomodori, può sembrare strano o fuori luogo ma vi assicuro che è stato molto interessare scoprire in che modo riescano a essere quasi del tutto autosufficienti per la loro produzione di frutta e verdura, in serre scaldate da energia geotermale pulita ovviamente! 😉

La prima vera attrazione naturale è stata la colonna di acqua del geyser Stokkur, la parola geyser viene proprio da qui, Geysir è infatti il nome del più antico geyser conosciuto, la parola deriva dall’islandese gjósa ovvero “eruttare”. Non vi metto foto semplicemente perchè la colonna si alza ogni 5 minuti circa e non ho pensato a fare foto-video, ma qui vi lascio il link delle immagini google 🙂

Dopo pranzo ci siamo diretti alla cascata Gulfoss, una vera forza (oltre che bellezza) della natura con i suoi 80-140 metri cubi acqua/secondo. Questa meraviglia è fortunatamente scampata ad inizio del XX secolo dal diventare il motore principale di una centrale idroelettrica…

Infine verso il ritorno in città ci siamo fermati al parco di Þingvellir, famoso non solo per essere il luogo del primo parlamento conosciuto (correva l’anno 930) ma anche per ospitare l’incontro delle placche euroasiatica e americana che ogni si separano qualche centimetro di più e che regalano a questa zona una cospicua attività sismica!

 

II giorno – South Shore

Questo secondo giorno è stato dedicato alla scoperta della costa del sud spingendosi fino al paesino di Vìk. Una gita fantastica scandita da cascate (Seljalandsfoss e Skógafoss)

e piagge nere (Vìk e Reynisfjara)

inframezzate da una tappa allo Skògar Folk Museum, piccolo gioiello della vita islandese di una volta, dura e ruvida.

 

III giorno – Blue Lagoon e passeggiata in città

Turistica? certo. Da vedere? Sì, senza ombra di dubbio. La Bláa lónið è stata una meta che mi era stata addirittura sconsigliata perché troppo turistica. Invece siamo stati contenti di nuotare all’interno di questa piscina termale ricca di silice e minerali (e no, non puzza di uovo e si, fa davvero miracoli sulla dermatite-psoriasi o almeno li ha fatti sulla mia).

Il bambino si è divertito tantissimo e devo dire che la piscina si è riempita verso le 12, prima ne abbiamo goduto in piena tranquillità.

Qui sotto trovate le foto dei corsi d’acqua (collegati a quelli della piscina) tra i campi di lava adiacenti alla zona termale, certe esperienze si vivono e non si fotografano ça va sans dire. Qui la pagina di google immagini per vedere le foto della zona termale 😉

Al rientro dalla laguna ci siamo concessi una passeggiata in pieno relax per le via centrali di Reykjavik. Panorama mozzafiato sul lungomare

e poco prima del porto ci siamo imbattuti in Harpa, ovvero la concert hall della città.

Un edificio strepitoso che è riuscito a vedere (fortunatamente) la luce nonostante la crisi economica islandese del 2008.

La città è ricca di arte, nelle gallerie ma anche sui muri…

…il cibo poi meriterebbe un capitolo a parte. La qualità, la bellezza dei cibi serviti, il sapore delle spezie utilizzate con sapienza… è vero che il cibo è costoso ma ragazzi quanto è buono!

Vi lascio due dritte: il risotto ai funghi al Solon e il toast con funghi e verdure al Rok

IV giorno – Snaefellsnes Peninsula

Qui viene racchiuso tutto: lava, mare, ghiacciai e vulcani. Non c’è da stupirsi che proprio in questa punto dell’isola Verne abbia fatto partire il suo “Viaggio al centro della terra”. Portare un figlio appassionato di questa storia all’interno di un cratere vulcanico è stato gratificante, la sua espressione era di pura gioia!

Una terra magica, con paesaggi lunari e una natura ancora forte ed incontaminata. E’ vero, 4 giorni non bastano ma non credete a chi la consiglia solo in estate e per lunghi periodi!

Non sono riuscita ancora a convincervi a visitare l’Ilsanda? Bisogno di altra ispirazione e altre idee? Ecco i link relativi all’Islanda di Travelettes e HandLuggageOnly

A presto, Irene

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